Un vero appassionato di auto ama il cambio manuale, sebbene siano stati creati dei cambi automatici di altissimo spessore. Le cambiate sono l’essenza del piacere di guida a bordo di auto prestazionali. Chi è cresciuto con il cambio manuale, difficilmente, si adatterà alla facilità di quello automatico. A bordo di una city car, nel traffico cittadino, è ovvio che sia più comodo quello automatico, ma chi acquista vetture divertenti per gite fuori porta come le MINI vorrebbe divertirsi con il pomello del cambio sempre tra le mani.
La Casa automobilistica britannica ha scelto di abbandonare definitivamente il classico sistema di trasmissione, preferendo puntare su trasmissioni automatiche a doppia frizione per l’intera gamma, a partire dalla nuova John Cooper Works. Si tratta di una decisione rivoluzionaria che nasce anche dalle stringenti normative europee sulle emissioni. I cambi manuali vantano una maggiore variabilità nei test di omologazione CO2, rendendo sempre più difficile la vita agli storici produttori di auto.
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MINI, decisione epocale
L’installazione di un cambio automatico a sette rapporti su tutti i modelli termici, dalla Cooper alla Countryman, apre una nuova era per MINI. I nuovi standard di sicurezza europei, che hanno determinato l’introduzione di dispositivi attivi e, conseguentemente, un aumento del peso dei veicoli hanno influito nella scelta. In occasione di un’intervista rilasciata a Top Gear, la MINI ha annunciato che non offrirà il cambio manuale in nessun prodotto futuro. La notizia era già stata ufficializzata due anni fa.
La John Cooper Works è “ingrassata” di 75 kg, con un aumento di 10 g/km di CO2 rispetto alla versione precedente. Sebbene il ritorno al cambio manuale potrebbe rappresentare una riduzione di circa 20 kg, le emissioni sarebbero superiori ai limiti consentiti. Non è difficile, a questo punto, capire i motivi che hanno spinto la Casa inglese ad abbandonare per sempre il cambio manuale su tutti i modelli.
MINI, futuro elettrico per la gamma
Il brand, facente parte dell’universo BMW, ha intenzione di spingere l’acceleratore sulle nuove tecnologie green. La MINI Cooper SE garantisce 218 CV di potenza e un’autonomia di 402 km. Sono due le versioni della nuova MINI 100% elettrica a tre porte: Cooper E e Cooper SE. La prima vanta un accumulatore da 40,7 kWh lordi (36,6 kWh netti) e la seconda presenta un pacco più voluminoso, da 54,2 kWh lordi-49,2 kWh netti.
La Cooper E, invece, ha una potenza di 184 CV e consumi che si attestano intorno ai 13,8-14-4 kWh/100 km, mentre l’autonomia arriva a 305 km. A corrente alternata entrambe le MINI a zero emissioni accettano energia fino a 11 kW, a corrente continua la Cooper E si attesta a 75 kW, la Cooper SE arriva a 95 kW. Oltre alle 2 versioni si può optare tra 4 diversi allestimenti: Essential, Classic, Favoured e JCW. Sulla MINI Cooper E i prezzi sono compresi tra i 32.300 e i 40.470 euro, mentre sulla MINI Cooper SE si parte dai 36.300 euro della Essential ai 44.470 della JCW.
Il lancio piattaforma BMW “Gen6” a 800 volt garantirà nuovi modelli sportivi a trazione posteriore. Il brand sta attraversando una nuova fase cruciale. Pur rimanendo fedeli alla tradizione stilistica, i nuovi modelli risulteranno futuristici. L’uscita di scena del cambio manuale potrebbe allontanare quei puristi che non hanno nessuna intenzione di adattarsi alla trasmissione automatica.