La collaborazione tra Liberty Media e la Federazione Internazionale ha dato vita al tetto di spesa, in vigore nella massima categoria del motorsport dalla campagna agonistica 2021.
L’obiettivo congiunto dell’organo legislativo e del proprietario della categoria, era quello di trasformare questo sport per ottenere uno scenario sostenibile e, al tempo stesso, livellare il valore delle auto per aumentare lo spettacolo in pista con un esborso economico paritario. Fissato a 145 milioni di euro iniziali, per poi scendere a 140 nel 2023 e 135 nel 2024, nel corso del tempo ha subito alcune modifiche, risalendo sino ai circa 150 milioni di euro attuali.
Il budget cap include progettazione e sviluppo della vettura, aggiornamenti durante il mondiale, costi operativi legati alla gestione della scuderia e alla partecipazione agli eventi, ricerca e sviluppo. Non rientrano nel tetto di spesa alcune voci, tra cui gli stipendi dei piloti, gli emolumenti dei tre individui che ricevono la paga più alta, il marketing, i costi delle power unit, i viaggi per raggiungere i circuiti e i vari alloggi del personale. Se un team sfora il budget cap viene sanzionato a seconda della gravità della violazione riscontrata.
Sotto il 5%, si parla di multe salate e di un adeguamento verso il basso del tetto di spesa della stagione successiva. Se gli emolumenti extra superano il 5%, invece, le sanzioni sportive includono la riduzione dei punti nella classifica dell’anno successivo e restrizioni sui test aerodinamici.