NOx (Ossidi di Azoto)

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Claudio Braglia

Giornalista specializzato automotive

Frequentava ancora la facoltà di ingegneria quando ha iniziato la sua carriera giornalistica a Motosprint e Autosprint. Successivamente sono arrivate InMoto, Auto, SuperWHEELS, Moto World e alVolante, alcune delle quali ha anche concepito e diretto. La sua passione? Guidare soprattutto in pista e realizzare le prove più complete supportate da rigorosi rilevamenti strumentali.

Con NOx si indicano collettivamente gli ossidi di azoto (soprattutto NO e NO2) in forma generica, vale a dire i principali sottoprodotti di qualsiasi tipo di combustione che avvenga utilizzando come comburenti i componenti dell’aria: bruciare legna nel caminetto, oppure carbone nelle centrali termoelettriche, gasolio nelle caldaie dei condomini o carburante nei motori delle automobili.

Nello specifico dei motori termici, gli NOx (ritenuti fra i maggiori responsabili della creazione del famoso “buco nell’ozono” – che, peraltro, si sta richiudendo… – e delle piogge acide) si formano a causa delle elevate temperature raggiunte durante la fase di combustione del carburante. Da lungo tempo è il tallone d’Achille dei motori diesel che mediamente emettono 0,5-0,7 g/km di NOx (circa otto volte in più di quelle scaricate dai motori a benzina). Fortunatamente con la Normativa Euro 7, in vigore dal 1° luglio 2025, le emissioni si livellano, scendendo a 0,08 g/km per i diesel e a 0,06 per i motori a benzina.

Come si presentano e come si formano

In generale sono ritenuti fra gli inquinanti atmosferici maggiormente pericolosi, in particolare il diossido di azoto NO2: perché oltre a essere tossico, di colore rosso-marrone e dall’odore pungente e con potere irritante, favorisce la formazione dello smog fotochimico, che origina il PM10 in inverno.

Oltre agli impianti di riscaldamento civili e industriali, una delle fonti di produzione degli ossidi di azoto è il traffico, soprattutto quello delle grandi arterie di scorrimento veloce e in particolare quando i motori funzionano ad alto regime. Va, però, segnalato che solo il 10% di diossido d’azoto è emesso dalle fonti citate, mentre la maggior parte deriva dall’ossidazione del monossido d’azoto NO in alta atmosfera.

Come se ne limita l’emissione

Per controllare gli NOx, sono di grande aiuto un’impeccabile carburazione, senza picchi termici, il dispositivo EGR (che riduce le temperature massime di combustione tramite il ricircolo dei gas esausti, e che raggiunge risultati sorprendenti se associato a sistemi di iniezione di acqua nella camera di combustione) e, infine, i catalizzatori SCR che utilizzano come reagenti urea (o AdBlue).

Se la combustione fosse sempre ottimale e senza picchi termici, fra i suoi prodotti non ci sarebbero gli ossidi di azoto, che diventano inerti a temperature relativamente contenute.