È una storia lunga, quella delle cosiddette “moto a quattro ruote”. Nacquero nel primo Dopoguerra come mezzi per impieghi militari (a loro volta ispirati/derivati dai sidecar a due ruote motrici) e poi evolsero in veicoli adatti ad affrontare tutti i tipi di terreno (inclusi acquitrini e paludi): manco a dirlo, vennero denominati ATV (All Terrain Vehicle).
Nel 1967 nacquero anche gli ATC (All Terrain Cycle), moto a tre ruote per ogni tipo di fondo, i cui capostipiti furono l’Honda US90 e ATC 70 e 90 K1: famosissimi e versatili tre ruote che, equipaggiati con gomme “balloon” (a palloncino) sgonfiate ad hoc, andavano come spade sulle dune e potevano persino salire le scale senza sobbalzi, mentre gonfiate al massimo erano addirittura in grado di galleggiare.
Da lavoro, da evasione e per lo sport
Concepiti per il trasporto di persone, vettovaglie e tanto altro, su percorsi impervi fuori strada, come mulattiere e pietraie, i Quad vantano una notevole versatilità, ma rispetto agli originari (e rustici) ATV hanno perso le capacità più estreme, come quelle anfibie.
Esistono fondamentalmente due tipi di quadricicli, con due o quattro ruote motrici: gli Utility (da lavoro, per impieghi pesanti e per spostarsi nei grandi latifondi agricoli, specie di montagna), oppure gli Sport-Utility da evasione e con prestazioni molto elevate. Entrambi, anche quelli da lavoro pesante, hanno il comune denominatore di essere divertenti da guidare.
Utility e Sport-Utility: dotazione tecnica a confronto
Le versioni da lavori pesanti, hanno solitamente la trasmissione finale ad albero cardanico, e sono dotate di blocco del differenziale anteriore al 100%, di cambio automatico a variatore CVT (anche con marce normali e ridotte), sospensioni a ruote indipendenti, e dispongono pure di trazione sulle quattro ruote inseribile.
I più agili e potenti Sport-Utility, sono solitamente equipaggiati con cambio manuale (non tutti hanno le ridotte), trasmissione finale a catena (ma talvolta anche ad albero cardanico), trazione solitamente posteriore (ma pure sulle quattro ruote inseribile), e le sospensioni anteriori a ruote indipendenti.
Chi può guidarli?
Il primo quad dell’era moderna”, con una fisionomia simile a quella attuale, è stato il Suzuki Quadrunner LT 125 del 1983, ma il vero boom dei quad si è verificato a inizio anni 2000, quando hanno finalmente ottenuto l’omologazione stradale.
Secondo il Codice della strada, i Quad sono “normati” come quadricicli, che appartengono alla categoria dei motoveicoli. Sono considerati “leggeri” se la loro massa a vuoto non eccede i 350 kg, la velocità massima non va oltre i 45 km/h, la cilindrata è inferiore o pari a 50 cm3 e la potenza arriva a 4 kW. I “quadricicli pesanti”, invece, hanno una massa in ordine di marcia di 450 kg (per il trasporto di passeggeri) o di 600 kg (per il trasporto di merci).
I Quad leggeri, con potenza fino a 4 kW si possono guidare con patentino AM già dai 14 anni di età. I quad con massa a vuoto fino a 400 kg (550 kg per quelli destinati al trasporto merci) e potenza fino a 15 kW si possono guidare a 16 anni con patente B1, mentre i possessori di patente B non sono assoggettati né a vincoli di massa (comunque, la più elevata consentita è di 3500 kg…) né a limiti di potenza.