Sicuramente tutti i boomer (o chiunque abbia maneggiato un computer prima degli anni 2000) sanno quanto fosse complicato districarsi fra la miriade di connettori piccoli e grandi, porte seriali e parallele che affollavano il retro dei computer dell’epoca. Per questo non ringrazieremo mai abbastanza il pool di sette aziende (fra le quali HP, IBM, Microsoft e NEC) che nel 1994 ha definito lo standard Usb.
Acronimo di Universal Serial Bus (ovvero Bus Seriale Universale), non solo consente di collegare facilmente molteplici dispositivi, ma offre anche il vantaggio di rendere il computer (come pure svariati altri device) in grado di riconoscere automaticamente la periferica.
Non solo dati
In buona sostanza, l’Usb è uno Standard Universale di Connettori di forma unificata e di comunicazione seriale sotto forma di cavo che prevede il dialogo diretto fra i vari dispositivi già al momento del loro collegamento, e la conseguente configurazione automatica.
Dunque, si tratta di un “Plug&Play” furbissimo e purissimo, che offre il vantaggio di non trasmettere solo dati, ma anche di alimentare elettricamente i dispositivi tramite due linee dedicate (nelle versioni più recenti tali linee sono in numero superiore). Inoltre, la connessione è talmente sicura che molti dispositivi possono essere collegati a un computer o ad altri device persino mentre sono in funzione, senza contare che è pure possibile estrarre senza danni la spina Usb durante il funzionamento dei vari sistemi.
Il recente passato e uno sguardo al futuro
Nel settore automotive le porte Usb sono diventate standard a partire dagli anni 2000, per collegare dispositivi vari, dall’impianto hi-fi ai sistemi di riproduzione (anche televisiva) di bordo, ma pure per la navigazione Gps, per connettere telefonini e condividere le app. L’evoluzione è stata netta: dalle prime Usb 1.0 (del 1996) con velocità di trasmissione dati di 1,5 Mb/s alla Usb 2.0 del 2001 (arrivata a 480 Mb/s), fino alla Usb 3.0 del 2008, salita fino a 20 Gb/s.
All’inizio esistevano solo due tipi di connettori: Usb A e Usb B (il primo lato computer, il secondo nella periferica), poi nel 2014 è arrivata la Usb C miniaturizzata, che completa il processo di “ecumenizzazione” del sistema utilizzando prese e connettori identici per tutti i dispositivi.
Per il prossimo futuro, l’evoluzione dello standard Usb prevede l’arrivo della Usb4 (stranamente non verrà denominata 4.0) che può raggiungere una velocità di trasferimento dati di 80 Gb/s, e che manterrà il connettore di tipo C. Successivamente si approderà alla Wireless Usb, che prevede l’abbandono di connettori e cavi in favore delle onde radio.