Qual è stato l’errore di Ferrari alla base della squalifica di Hamilton in Cina

Lo sbaglio di valutazione che ha causato la squalifica del britannico per il consumo eccessivo del plank

Foto di Zander Arcari

Zander Arcari

analista specializzato di Formula 1

In pista per la prima volta all'età di 7 anni, Zander Arcari ha sempre amato la massima categoria del motorsport. Da circa 10 anni è un analista specializzato di Formula 1, per Virgilio Motori racconta le complesse sfide legate al mondo della Formula 1.

Pubblicato: 27 Marzo 2025 12:13

Quello che tifosi, addetti ai lavori e media si domandano è come la Ferrari abbia sbagliato a calcolare l’usura finale dello skid applicato sul fondo di Hamilton. La spiegazione che possiamo fornire deve partire per forza di cose da come viene calcolato, in modo pratico, il consumo finale del pattino che su ogni monoposto trova ubicazione. Una tavola che è presente al di sotto del pavimento e tocca l’asfalto durante la marcia del veicolo.

Il rischio sulle regolazioni

Sulle nostre pagine abbiamo già spiegato i presunti errori commessi dal team con la vettura numero 44, valso il doppio zero in Cina. Lo abbiamo fatto parlando di una variabile che può aver inficiato in maniera negativa sull’erosione del pattino. Come sempre accade – si tratta di un provvedimento che ogni team realizza dopo le prove libere – le auto vengono alzate lievemente in vista della qualifica, dove di fatto entra in gioco il parco chiuso.

Si tratta dell’ultima occasione per ritoccare la monoposto e va sfruttata variando di poco l’altezza da terra, per via dei carichi maggiori ai quali le auto vengono sottoposte, sulla distanza dei 300 km, con alto quantitativo di carburante a bordo. Una mossa utile, perché sebbene si possa fissare un certo valore oltre il quale la macchina non dovrebbe scendere, purtroppo è sempre complicato gestire al meglio le oscillazioni in pista.

Questo, malgrado si cerchi di utilizzare “risposte non lineari” sui damper (ammortizzatori), per limitare le ondulazioni del fondo ed evitare un degrado extra del pattino. Ferrari sta avendo diversi problemi a gestire la downforce generata dal pavimento e alzare la vettura significa diminuirla. In un primo momento si è ipotizzato che le cause fossero solamente legate ai rischi per andare al limite con le misure, sino a quando non siamo venuti a conoscenza di un’altra notizia interessante.

Lo studio sul consumo del plank

Come detto, durante le fasi di marcia di una monoposto, il fondo subisce variazioni sulle altezze da terra. A seconda delle ondulazioni dell’asfalto e della gestione dei kerb (cordoli), la vettura tocca e raschia l’asfalto in più punti nel corso di un giro. Tramite precisi calcoli effettuati a monte, in relazione alle scelte sulla ride height (distanza del fondo dall’asfalto), le scuderie devono stimare e prevedere l’usura complessiva del plank.

Un’operazione che deve tener conto di bump (avvallamenti) e imperfezioni varie del piano di riferimento. Le squadre si affidano pertanto al simulatore, tramite uno certo studio realizzato grazie alla ricostruzione computerizzata dell’asfalto. Parliamo di un lavoro che precede ogni singolo Gran Premio di F1, nella preparazione al fine settimana di gara. A queste informazioni si aggiunge una variabile.F

Purtroppo non esistono formule empiriche e ingegneristiche per stimare con estrema accuratezza il degrado dello skid. Una condizione con quale i team devono fare i conti. D’altra parte, ricordiamo che il fondo di Hamilton ha sforato il valore di soli 0,5 mm, una misura davvero piccola e difficile da prevedere. Tramite il simulatore, Ferrari ha valutato i carichi massimi che vengono prodotti sull’asse Z (verticale), tenendo in conto parametri quali la deformazione degli elementi elastici e quelli della mescola stessa.

La svista di calcolo

Realizzato con tutti i crismi del caso, un calcolo del genere è piuttosto sicuro. Secondo quanto appreso, per la Ferrari si è verificato anche un problema relativo ai dati in input, quello che possiamo definire un “errore umano”. Un problema che, con ogni probabilità, non sarebbe accaduto se la Ferrari avesse avuto una maggiore comprensione dell’auto e del funzionamento del fondo.

Parliamo di una macro-componente che, in questa primissima fase del campionato, sta causando non pochi grattacapi al gruppo di lavoro, poiché la mappa aerodinamica della vettura risulta imperfetta e la finestra di funzionamento ottimale della monoposto è piuttosto limitata. Per concludere: tra le cause della squalifica, oltre ai presunti rischi eccessivi, va considerata anche la svista di calcolo avvenuta a monte del weekend di gara.