GP del Giappone: guida al circuito di Suzuka, terzo round del Mondiale F1 2025

Una gara che potrebbe già dare indicazioni importanti sulla lotta al titolo. Scopri curiosità, il tracciato e strategie del Japanese GP sul circuito di Suzuka

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Matteo Mattei

esperto di motorsport e automotive

Classe 1982, a Favalanciata cresce con pane e Max Biaggi. Ha collaborato con varie testate online spaziando tra Esports e motori. Il mio motto: ''Per aspera ad astra''.

Pubblicato: 1 Aprile 2025 11:37

Il Mondiale di Formula 1 torna ad accendere i motori e lo fa nella città di Suzuka, città giapponese della prefettura di Mie, ospitando la terza gara del calendario: Japanese GP. Il circuito di Suzuka è uno dei più affascinanti e impegnativi di tutto il calendario iridato, nonché l’unico ad avere la forma di un 8. In questo articolo, analizziamo nel dettaglio le caratteristiche del tracciato, le sfide per i piloti e le strategie che potrebbero fare la differenza.

Il circuito

Il GP del Giappone ha fatto il suo debutto in Formula 1 nel 1976, su tre circuiti diversi, a Suzuka dal 1987. Da allora, sono state 34 le corse ufficiali che si sono tenute, oggi è la terza tappa della stagione. Lo spostamento della data del Gran Premio del Giappone nella parte iniziale del calendario ha tolto il tradizionale appuntamento con l’assegnazione del titolo di campione del mondo. Fino al 2023 e per 14 volte, il titolo è stato assegnato nella terra dei ciliegi in fiore.

Suzuka è quindi sinonimo di storia della Formula 1, qui si sono scritte pagine memorabili della categoria, da Ayrton Senna e Alain Prost a Michael Schumacher fino ai duelli più recenti tra Lewis Hamilton e Max Verstappen.

Il circuito di Suzuka si sviluppa su 5,807 km e conta 18 curve, 8 a destra e 10 a sinistra tra cui le S del primo settore, la Spoon o la mitica 130R. La sua conformazione è rinomata per formare un 8, compreso di sottopasso e cavalcavia. A dispetto della particolarià del tracciato, è sempre stato difficile compiere sorpassi. Previsti 53 giri per un totale di lunghezza gara da circa 307 km. Di proprietà della Honda, è praticamente rimasto inalterato nel corso dei decenni.

Primo settore

Primo settore subito impegnativo tra sali e scendi e una sequenza di curve. Dopo il rettilineo di partenza, i piloti affrontano la prima curva, una svolta a destra in discesa che si stringe progressivamente. Qui è fondamentale trovare il giusto compromesso tra velocità d’ingresso e stabilità per impostare al meglio le successive curve note come le S di Suzuka. Nello specifico curve sinistra-destra che mettono a dura prova il grip delle vetture e l’abilità dei piloti.

L’errore in una di queste curve compromette l’intera sequenza, penalizzando l’uscita e la velocità sul tratto successivo. Il settore si chiude con la Curva Dunlop, un lungo curvone in salita verso sinistra dove la stabilità aerodinamica è fondamentale per affrontare il settore successivo.

Secondo settore

Il secondo settore inizia con la Curva Degner 1 e Degner 2, due curve secche a destra che richiedono precisione assoluta. La prima si affronta ad alta velocità, mentre la seconda è più stretta e porta direttamente in un breve rettilineo.

Subito dopo si arriva alla curva che immette nel sottopasso del tracciato, un punto in cui la stabilità della monoposto è fondamentale. Da qui, il tratto successivo conduce alla regiona del settore, la Spoon Curve, una doppia curva a sinistra che porta al lungo rettilineo posteriore, cruciale per preparare i sorpassi.

Terzo settore

Il terzo settore è una porzione breve, dove troviamo un lungo rettilineo post-Spoon che porta fino alla Curva 130R, una delle curve più iconiche della Formula 1, una virata velocissima che si affronta a oltre 300 km/h. Una traiettoria precisa consente di mantenere alta la velocità senza perdere stabilità.

Si arriva quindi alla chicane Casio Triangle, fondamentale per chiudere un giro pulito. Questa chicane stretta costringe i piloti a una forte frenata, ed è spesso teatro di errori o attacchi emozionanti. Uscire bene è essenziale per massimizzare la velocità sul rettilineo principale e per provare sorpassi sfruttano il DRS .

Numeri e curiosità

Il record del circuito appartiene a Lewis Hamilton su Mercedes nel 2019 con il tempo di 1:30.983. A vincere nel 2024 fu Max Verstappen su Red Bull. A vincere più volte invece fu Michael Schumacher, 6 successi, il primo nel 1995 su Benetton e i successivi sempre su Ferrari nel 1997, 2000, 2001, 2002 e 2004.

Tra i piloti ancora in gara, Lewis Hamilton lo ha vinto 5 voltre e potrebbe eguagliare il record di Schumacher. La squadra che ha più vinto a Suzuka è la McLaren con 9 successi. Seguono Ferrari e Red Bull con 7 successi. Nell’albo d’oro anche 2 italiani, Alessandro Nannini nel 1989 su Benetton-Ford e nel 1992 Riccardo Patrese su Williams-Renault.

Il GP del Giappone non è solo una gara, ma un evento che celebra la passione del popolo giapponese per la Formula 1. I tifosi nipponici sono noti per essere tra i più calorosi e rispettosi al mondo. Il suo circuito premia le vetture con un buon equilibrio aerodinamico e una gestione ottimale degli pneumatici. Il degrado degli pneumatici è una variabile chiave, una strategia a uno o due pit stop potrebbe fare la differenza.

Le condizioni climatiche a Suzuka possono essere imprevedibili, con il rischio di pioggia sempre presente. Inoltre, è anche un circuito dove le Safety Car possono rimescolare le carte in tavola, rendendo ogni decisione strategica determinante.

Momenti iconici

Tra i grandi protagonisti del circuito ci fu Ayrton Senna. Nel 1989, il tentativo di sorpasso sul compagno di squadra Alain Prost finì in un discusso incidente. Mentre il francese scendeva dalla sua vettura, ritirandosi, il brasiliano si faceva spingere dai commissari, e ripartiva tagliando la chicane. Fermatosi ai box per cambiare il musetto danneggiato, Senna tornava in pista, sorpassava poi Alessandro Nannini, che aveva preso la leadership della gara, e andava a vincere. I commissari, nel dopo gara, squalificheranno il brasiliano, reo di aver tagliato la chicane, consegnando così il titolo mondiale al compagno Prost.

Nel 1990, sempre Senna, tentando di nuovamente di superare Prost, lo speronò causando il ritiro di entrambi. Quell’incidente fu famoso perché valse al brasiliano il secondo titolo mondiale. Un’altro incidente che passerà alla storia fu quello del 2014, con il gravissimo incidente del pilota francese della Marussia, Jules Bianchi.

Il futuro del circuito

Con il continuo evolversi del motorsport e le sempre più stringenti normative ambientali e di sicurezza, il futuro della pista giapponese rimane un tema di grande interesse e discussione. Negli ultimi anni, Suzuka ha mantenuto un ruolo centrale nel campionato anche grazie al legame con la Honda, che ha investito notevoli risorse nel motorsport.

Il rinnovo del contratto con la Formula 1 e il futuro della pista sono temi che richiedono una riflessione più ampia. Dal punto di vista della sicurezza, Suzuka ha già subito numerosi interventi di miglioramento. Tuttavia, l’alta velocità e le condizioni meteo spesso variabili pongono ancora delle perplessità.

Il contratto attuale con la Formula 1 è stato rinnovato fino al 2029, ma la concorrenza di nuovi circuiti e il crescente interesse per l’espansione in mercati emergenti potrebbero mettere pressione sulla permanenza di Suzuka nel lungo periodo. Un elemento cruciale sarà, ancora una volta, il coinvolgimento di Honda nei prossimi anni.