Autovelox, nuovo decreto sull’omologazione: la situazione

Cosa dice il nuovo decreto sull'omologazione degli autovelox in Italia sospeso in vista del suo arrivo a Bruxelles: ecco la situazione e gli sviluppi

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Silvio Frantellizzi

Giornalista Pubblicista

Giornalista pubblicista dal 2014, da oltre 10 anni scrive sul web occupandosi di vari argomenti: sport, cronaca, motori, musica, cinema e videogame.

Pubblicato: 23 Marzo 2025 11:00

Si annunciava una possibile rivoluzione per gli autovelox: a Bruxelles doveva arrivare un decreto sull’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità che se avesse avuto il via libera, a partire da luglio avrebbe fatto scattare nuove regole per l’utilizzo dei dispositivi in Italia.

Rivoluzione autovelox: stop al nuovo decreto sull’omologazione

Lo schema di decreto che regolamenta l’uso degli autovelox, in fase di trasmissione a Bruxelles, è stato sospeso: come riportato da ‘Repubblica’, la decisione del Mit, su indicazione del Vicepremier e Ministro Matteo Salvini, è stata presa “perché sono necessari ulteriori approfondimenti”.

Il caos intorno agli autovelox in Italia è nato dopo una sentenza del 18 aprile del 2024, quando la Corte di Cassazione ha stabilito che le multe per eccesso di velocità non sono da considerarsi valide se il dispositivo che le ha comminate non è omologato.

L’Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale di Forlì, ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una lunga nota per comunicare l’avvenuta notifica al sistema TRIS dell’Unione Europea del decreto sull’omologazione degli autovelox. Il decreto, hanno fatto sapere dall’associazione, sarebbe rimasto pubblicato fino al 24 giugno per poi diventare operativo a partire dal mese di luglio, mettendo fine a tutte le polemiche e ai ricorsi

L’invio a Bruxelles sull’omologazione dei dispositivi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità è stato però sospeso: bisognerà attendere ulteriori approfondimenti sulla questione prima di passare oltre.

Le novità sui dispositivi di rilevazione della velocità

Una delle principali novità del decreto riguardava l’articolo dedicato alle disposizioni transitorie, dove si indicava che “i dispositivi o sistemi approvati secondo quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 13 giugno 2017, n. 282, essendo conformi alle disposizioni dell’allegato tecnico, sono da ritenersi omologati d’ufficio”.

Nello stesso articolo veniva specificato che “tutti gli altri (dispositivi) dovranno seguire una procedura tassativa con la disattivazione fino al completamento delle stesse, che prevedono che il titolare dell’approvazione di un dispositivo o sistema approvato prima dell’entrata in vigore del decreto possa richiedere l’omologazione integrando la documentazione, presentata in occasione dell’approvazione, entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore del decreto”.

La richiesta del Codacons

Alla notizia dell’arrivo del decreto sull’omologazione degli autovelox che passerà per il vaglio dell’Unione Europea, il Codacons aveva reagito spiegando la decisione “conferma ancora una volta come gli apparecchi di rilevazione automatica della velocità non a norma debbano essere spenti e non possano elevare sanzioni verso gli automobilisti”.

L’associazione dei consumatori, sul proprio sito ufficiale, aveva commentato così: “L’eccesso di velocità è una violazione grave che causa incidenti, morti e feriti sulle nostre strade e che va contrastata con la massima severità. Tuttavia, così come i cittadini devono rispettare le disposizioni del Codice della strada, lo stesso deve avvenire per gli enti locali, che non possono elevare multe a raffica sulla base di apparecchi di rilevazione della velocità che non rispettano le regole, come peraltro stabilito di recente dalla Corte di Cassazione”.

E ancora: “La conseguenza automatica del nuovo decreto è che gli autovelox che non rispettano gli standard dovranno essere disattivati, in attesa del completamento dell’iter per ottenere l’omologazione ministeriale; in caso contrario, qualsiasi sanzione elevata da apparecchi approvati ma non omologati secondo le nuove regole, sarà dichiara nulla da Prefetti e Giudici di pace, e si rischia una valanga di ricorsi da parte degli automobilisti con costi legali enormi per le casse comunali”.