Richiami auto, il nuovo Codice della Strada punisce chi lo ignora: le multe

Il nuovo Codice della Strada introduce sanzioni per chi ignora i richiami auto: dopo due anni senza riparazione, scattano la multa e il divieto di circolazione

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Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

Pubblicato: 7 Marzo 2025 09:50

Hai un’auto con un richiamo aperto? Corri, perché ora ignorarlo ti costa caro. Il nuovo Codice della Strada fa sul serio: se non fai l’intervento entro due anni, la tua vettura sarà bandita dalla circolazione. E se ti beccano per strada? Multa tra 173 e 694 euro, proprio come succede con la revisione scaduta. Fino a ieri, le campagne erano gestite solo dai produttori. Ora la musica cambia: le autorità possono controllare in tempo reale se il tuo veicolo è in regola o meno.

Lista nera

Le Case non se la caveranno con avvisi generici e richiami lasciati al caso. Sono obbligate a comunicare ai proprietari i problemi dei veicoli e a segnalare chi, dopo due anni, si è astenuto dal passare in officina. Tutti i mezzi non riparati finiscono in una lista nera digitale, accessibile alla Motorizzazione Civile e alle Forze dell’Ordine. Un check della targa e scatta la sanzione.

La verifica avverrà sia durante i controlli su strada sia in altre modalità. Il sistema potrebbe sfruttare anche i varchi elettronici, le telecamere delle ZTL e i dispositivi di lettura targa usati per la revisione, aumentando le possibilità di individuare i veicoli fuori norma. Comunque, il proprietario dell’auto non è l’unico a rischiare. Anche i Costruttori hanno il fiato sul collo. Hanno, infatti, l’onere di:

  • avvisare i clienti dei richiami con comunicazioni chiare;
  • aggiornare l’elenco digitale con i veicoli non ancora riparati;
  • garantire gli interventi nei tempi stabiliti.

Chi sgarra paga. Le multe per le aziende vanno da 10.000 a 60.000 euro per ogni violazione. Oltre alle sanzioni dirette, le Case rischiano conseguenze più pesanti. Ritardi nella gestione delle procedure possono tradursi in costi extra per campagne più estese, danni d’immagine e possibili cause legali da parte dei clienti. Un richiamo mal gestito può pesare molto di più della semplice contravvenzione.

Le zone d’ombra

L’idea di eliminare i mezzi difettosi è buona, ma la norma, già in vigore, presenta delle possibili criticità. Primo punto: le moto rimangono escluse. Si parla di auto, furgoni e rimorchi, non, però, di due ruote. Eppure, in Italia ce ne sono milioni: nessun pericolo? Difficile da credere. Poi c’è il problema degli avvisi ai proprietari. Spetterebbe ai Costruttori informarli, ma tra notifiche perse e indirizzi sbagliati, quanti lo sapranno davvero? Se l’avviso comparisse direttamente nei controlli di revisione, il rischio di finire nei guai sarebbe molto più basso.

Infine, la questione delle multe per le Case: 10.000, 60.000 euro… cifre irrisorie per chi fattura miliardi. Poca cosa rispetto a richiami che potrebbero costare molto di più. La norma è operativa, resta da capire se il sistema sarà efficace nella pratica. L’idea alla base dell’articolo 80-bis è giusta: meno veicoli difettosi sulle strade significa più sicurezza per tutti. Le autorità potranno monitorare i richiami, d’altro canto, senza un meccanismo più strutturato, c’è il rischio che alcuni proprietari non vengano avvisati in tempo. In ogni caso, chiunque abbia un’auto con un richiamo aperto, dovrebbe farla sistemare subito. Al di là della questione della multa, la sicurezza è una priorità, non un optional.