L’industria automobilistica europea tra sfide e opportunità

Mercato, politiche UE e tensioni globali: il futuro del settore in bilico

Pubblicato: 31 Marzo 2025 14:56

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Serena Cappelletti

giornalista e automotive specialist

Giornalista, autrice e conduttrice di programmi tv, PR specializzata, sempre nel settore dell'Automotive. L'ultima esperienza l’ha vista responsabile della comunicazione dell'Autodromo Nazionale Monza. Interviste esclusive, prove auto e un nuovo format video: Serena è il volto [e la voce] di Virgilio Motori.

Il settore automobilistico europeo sta attraversando un periodo di trasformazione significativa, caratterizzato da sfide economiche, cambiamenti normativi e tensioni commerciali internazionali. In questo contesto, l’analisi dei dati di mercato, le recenti iniziative dell’Unione Europea e le dinamiche specifiche del mercato italiano offrono una panoramica completa dello stato attuale dell’industria.

Mercato automobilistico europeo: analisi dei dati e prospettive future

Il mercato automobilistico europeo ha registrato una lieve flessione nel febbraio 2025, con un calo del 3,1% nelle immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2024. Nel primo bimestre dell’anno, la contrazione è stata del 2,6%, con un totale di 1.959.580 unità vendute. Tra i principali mercati, solo la Spagna ha registrato una crescita dell’11,0%, mentre Germania e Italia hanno subito cali del 6,4% e del 6,2% rispettivamente.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la penetrazione delle auto elettriche (BEV) e ibride plug-in (PHEV), che hanno raggiunto una quota di mercato del 24,6% a livello europeo. Tuttavia, l’Italia rimane indietro con solo il 9,4% del totale, segnalando una transizione alla mobilità sostenibile ancora rallentata.

Il nuovo Piano d’Azione UE: aspettative deluse

Il 5 marzo 2025, la Commissione Europea ha presentato il Piano d’Azione per il futuro dell’industria automobilistica, ma l’assenza di incentivi diretti ha sollevato perplessità tra gli operatori del settore. La proposta si limita a favorire uno scambio di buone pratiche tra i vari Stati membri, senza prevedere interventi strutturali.

Michele Crisci, Presidente UNRAE, ha criticato il documento per la mancanza di misure concrete volte a incentivare la diffusione di veicoli a zero emissioni. L’Italia, già in difficoltà per l’alto costo dell’energia e la carenza di infrastrutture di ricarica, rischia di perdere ulteriore terreno nella transizione ecologica.

Fonte: Virgilio Motori
Intervista a Michele Crisci, Presidente UNRAE – Serena Cappelletti per Virgilio Motori

Il mercato italiano e le sue criticità

L’Italia ha chiuso il mese di febbraio con una delle peggiori performance tra i mercati europei. Il calo delle immatricolazioni del 6,2% è stato accompagnato da una crescita ancora troppo lenta del settore elettrico. Il ritardo rispetto ad altri paesi europei è attribuibile a diversi fattori, tra cui una politica di incentivi discontinua e l’insufficiente sviluppo della rete di ricarica pubblica.

Secondo Michele Crisci, Presidente UNRAE, “è fondamentale che il governo italiano implementi incentivi strutturati per l’acquisto di veicoli elettrici e favorisca lo sviluppo di un’infrastruttura adeguata, evitando ulteriori ritardi nella transizione ecologica”.

Le tensioni commerciali con gli Stati Uniti

Un altro elemento di incertezza per il settore automobilistico europeo è rappresentato dall’annuncio del Presidente Trump di imporre un dazio del 25% sulle auto importate negli Stati Uniti. Questa misura potrebbe penalizzare fortemente i produttori europei, incidendo sulle esportazioni e sui costi di produzione.

Michele Crisci ha sottolineato la necessità di un dialogo tra l’UE e gli Stati Uniti per evitare un’escalation delle tensioni commerciali. “Serve una strategia chiara da parte dell’Europa per proteggere la competitività dell’industria automobilistica, scongiurando il rischio di ripercussioni economiche su tutta la filiera”.

Il futuro dell’industria automobilistica europea

Il settore automobilistico europeo si trova in una fase cruciale, tra la necessità di una transizione ecologica e le sfide poste dalle dinamiche globali. La collaborazione tra governi, istituzioni europee e aziende sarà determinante per garantire un futuro sostenibile e competitivo all’industria.

L’Italia, in particolare, deve accelerare il passo per colmare il divario con gli altri paesi europei, adottando misure concrete per sostenere la domanda di veicoli elettrici e incentivando l’innovazione tecnologica nel settore.